In ricordo di Stefano Rolla


Su tutti i quotidiani di quel 12 novembre 2003 e per tutti i giorni a seguire sono circolate notizie NON VERE.
Anche se a distanza ormai di quasi un anno cercherò di rettificarle.

Stefano ROLLA era nato a Roma e non a La Spezia.
Stefano ROLLA era vedovo già da diversi anni quindi non era sposato.
Stefano ROLLA aveva una compagna, nel senso di convivente more-uxorio, già da diversi anni.
Stefano ROLLA era stato in gioventù aiuto-regista, ma non lo era più già da una 20ina di anni.
Stefano ROLLA era stato in questi ultimi anni sceneggiatore, regista, organizzatore.
Stefano ROLLA non era l'aiuto regista di M. Spano.
Stefano ROLLA era andato la prima volta in Iraq ad agosto 2003 al seguito della Padania Umanitaria Onlus, ma non aveva alcuna relazione con la Lega Nord.
Stefano ROLLA era l'autore, insieme ad Adele Parrillo, della sceneggiatura "Guerrieri di pace", titolo poi cambiato in "Babilonia terra tra due fiumi", e nessuno dei due autori aveva mai ceduto i diritti di tale progetto ad alcuno.
Stefano ROLLA, oltre che autore di tale progetto, era anche Produttore esecutivo e creativo.


Stefano ROLLA non aveva amici!

"Babilonia terra tra due fiumi" non era un documentario nel senso classico di "documento filmico" ma una storia che si avvaleva del nostro contingente in Iraq e voleva raccontare in un film quello che poi l'attentato di Nassirya ha tragicamente smentito: gli italiani amati da tutti perchè animati da profondo spirito umanitario. "Quella gente terribilmente vivace con quel suo scuro sguardo d'animale" (T.Mann) .. quei soldati al servizio di un popolo martoriato, dove però anche loro, gli sfruttati e martoriati, avevano qualcosa da insegnare a noi italiani.

Amici di Stefano Rolla,

Stefano Rolla non aveva amici. Conosceva moltissima gente ma era un uomo solo.

Come sempre quando si muore in modo così tragico si è definiti eroi.
Ma l'eroe è sempre un uomo solo. Solo contro la paura, il pericolo, l'imponderabile.
L'eroe è un uomo non “garantito”, è un uomo che muore come ha vissuto: contro.

Stefano era un idealista e da idealista viveva e faceva il suo lavoro, fuori dalle logiche del profitto su cui il nostro lavora si fonda perché è un'industria, ma di cui sempre più volgarmente si pasce.

E' per questo che sono stupita per tutti questi sedicenti amici di Stefano Rolla. Io che vivevo con lui li conoscevo bene, gli amici. “Quegli” amici lo avevano spesso anche dileggiato per il suo idealismo.

I suoi veri amici erano i libri.

Spesso mi regalava un libro solo perché il titolo era un messaggio anche solo ironico, un gioco per dirmi qualcosa. Quando ci conoscemmo mi regalò “Avrei dovuto restare a casa” di McCoy. In quel caso era una dichiarazione d'amore per dirmi che “avrei dovuto restare a casa” così non avrebbe avuto occasione d'incontrarmi e innamorarsi di me.

E adesso purtroppo non posso dirgli che anche lui a novembre 2003 “avrebbe dovuto restare a casa”, non andare a Nassirya. Sia chiaro! Stefano era contro quella guerra e considerava i nostri militari le prime vittime delle bugie del governo italiano. Certamente non era così ingenuo da pensare veramente che la “nostra missione” fosse esportare la democrazia…..
ma volevamo, perché il progetto era suo e mio, Adele Parrillo, semplicemente fare il nostro lavoro raccontando una storia che parlava di soldati italiani in Iraq, che scoprono vivendo la stessa realtà che tutte le ideologie si annullano quando si ha fame o quando ti trovi di fronte gli occhi di un bambino iracheno che vive come vivevi tu quando eri bambino.

Tutti quelli che diranno che erano amici di Stefano Rolla, mentono,
perché nessuno di loro sa che Stefano aveva “adottato” un barbone.
Gli umili e i deboli erano i veri amici di Stefano Rolla.

Adele Parrillo, compagna di Stefano Rolla

da: stefanorolla.blog.tiscali.it

www.ilcorto.it
Un giorno gli dissi "L'amore è una guerra" Lui non rispose, non rispondeva quasi mai subito. Ma dopo qualche ora mi telefonò dicendomi: "Sono qui in trincea e fino adesso non s'è visto nessuno. Sei sicura che siamo in guerra?"
"Se tu potessi fingere indifferenza sempre, come l'hai finta stanotte, io sarei sicura del tuo amore.
Trattenevo il respiro per ascoltare il tuo, e dalla sua irregolarità capivo che fingevi di dormire, che anche tu mi spiavi."

dal libro Nemmeno il dolore di Adele Parrollo edito Mondadori.
http://adeleparrillo.splinder.com/